Un saluto a Sergio Marchionne come promemoria di lungimiranza.

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Prendo ancora una volta spunto da un avvenimento recente come occasione per parlare di un esempio pratico di buona gestione di un’Azienda in modo funzionale.

Il triste ed improvviso decesso a Zurigo del dirigente d’azienda italiano mi fa riflettere su quanto sia importante saper essere lungimiranti come manager ed imprenditori.

Sergio Marchionne, come tutti sapranno, nella sua vita è stato amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles N.V., FCA Italy e FCA US (di cui è stato anche Presidente), Presidente di CNH Industrial N.V. e Ferrari N.V., Presidente e Amministratore Delegato di Ferrari S.p.A., Vicepresidente di Exor S.p.A. e Membro permanente della Fondazione Giovanni Agnelli, Presidente del CdA dell’ACEA (Associazione Costruttori) per l’anno 2012 e membro del CdA del Peterson Institute for International Economics, nonché Co-Presidente del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti.

Insomma… direi che si è dato da fare!

Ad oggi, purtroppo, a causa dei recenti risvolti, Sergio Marchionne è stato sostituito nel ruolo di amministratore delegato di FCA da Michael Manley e di Ferrari da Louis Carey Camilleri.

La sua genialità e brillantezza sicuramente ci mancheranno.

La lungimiranza del buon manager

Cosa intendo per “lungimiranza”?
Mi riferisco ad un errore molto diffuso per il quale, all’interno delle aziende, non ci si prepara al cambiamento. Troppo spesso un dipendente sa svolgere il suo lavoro al meglio, ma sa svolgere quella specifica mansione solamente lui.

Quindi mi chiedo: “E se lui da un momento all’altro non ci fosse più?”

Mi sembra ovvio che non obbligatoriamente la causa del suo allontanamento dovrà essere così drastica come nel caso di Marchionne, ma sono molte le possibilità e le variabili della vita che potranno portare a questo: una promozione, la possibilità di ricevere una migliore proposta di lavoro altrove, un trasferimento, problemi familiari o di salute (come in questo caso), un licenziamento, ferie…etc etc.

Per questo farsi trovare preparati alle mille imprevedibilità della vita è importante.

Un’azienda non si può permettere di perdere un pezzo fondamentale del puzzle senza avere un piano B, cioè senza un’altra persona pronta a subentrare al suo posto evitando di far perdere il ritmo ed altre inutili interruzioni.

Perché è importante saper insegnare?

Io la chiamo “l’indole dell’insegnante” (o del coach, la potremmo definire): si, perché spesso pensiamo che trasmettere le nostre conoscenze ad altri, magari frutto di un duro lavoro e di anni di esperienza, possa penalizzarci, come se si trattasse di una bomba ad orologeria o come se stessimo spalancando le porte al nemico.

Questo ragionamento, oltre ad essere eticamente scorretto, è SBAGLIATO perché segno di una forte insicurezza e scarsa fiducia in se stessi. Un bravo Manager, sicuro delle proprie capacità, non ha paura di essere superato da un suo sottoposto, anche perché dovrebbe pensare sempre in primo luogo al bene dell’azienda. Avere persone capaci sotto di sé può solo facilitare il lavoro del manager e permettergli di concentrarsi sul suo vero lavoro di gestione e non essere troppo operativo. Marchionne non avrebbe mai potuto svolgere così tanti incarichi se non avesse avuto sotto di sé dei bravi manager. Mai!

Parlo per esperienza…

Per esempio, quando io sono stato promosso come Direttore Vendite Italia, la prima cosa che il mio ex capo mi ha detto è stata: “Inizia fin da subito a trovare e a far crescere  il tuo successore!”.

Per quanto magari, così su due piedi, mi sembrasse strana come affermazione in quel momento, lui mi spiegò: “Anthony, tu non sei arrivato, come non lo è da considerare nessuno di noi qui in azienda, tu farai questo lavoro per due/tre anni e poi ti sposteremo in un altro ruolo dove potrai acquisire altre capacità ed esperienze. Quindi io voglio che, nel momento in cui decideremo di spostarti di nuovo, ci sia già qualcuno pronto a prendere il tuo posto, qualcuno all’interno dell’azienda che conosca già i meccanismi e che tu stesso avrai scelto e strutturato con i tuoi insegnamenti passo dopo passo, senza che ciò causi dei rallentamenti a livello di produttività. Conto su di te Anthony.”.

Saper pensare al bene dell’azienda e prevenire i problemi è importante

Come un buon maestro trae soddisfazione nel vedere i suoi alunni crescere ed imparare e magari un giorno diventare a loro volta insegnanti, così un allenatore trova degno riconoscimento nel vedere i suoi giocatori crescere ed aiutare quelli più giovani a loro volte a crescere.. La generosità d’animo e la sicurezza di credere fortemente in se stessi sono alla base di un buon ciclo di vita in azienda.

Il ricambio generazionale in un’azienda come in ogni singolo reparto è importante e, come ho già detto, non vuol dire necessariamente venire “sorpassati” o “rimpiazzati” da qualcuno di più giovane, ma avere la possibilità magari di ricevere una promozione grazie alla bravura nel gestire le risorse umane a te affidate e soprattutto nel farle crescere!

Se solamente tu hai le competenze necessarie, all’interno dell’azienda per svolgere il tuo ruolo, sarà praticamente impossibile che tu possa crescere, perché, come intuirai, spostarti in un’altra posizione (magari anche di maggior pregio e più remunerativa) provocherebbe all’azienda non pochi problemi. Quindi, per quanto ad alcuni possa sembrare strano, preparando il tuo successore faciliti anche la tua crescita!

Perché ti dico tutto questo?

Lo dico perché “prevenire è sempre meglio di curare” innanzitutto e, in secondo luogo, anche perché se la tua lungimiranza è bloccata da un senso di insicurezza che ti porta a non voler essere un “buon manager insegnante”, allora ricordati sempre che hai due possibilità. Puoi continuare così e vedere cosa succede, oppure puoi uscire dalla tua “zona di comfort” e farti aiutare per crescere, trovando il coraggio di cambiare.

Per finire vorrei ringraziare il grande Sergio Marchionne per questo spunto utile per chi gestisce uomini in grandi o piccole imprese che siano…anche se sarebbe stato meglio pensarci quando era ancora in vita.

In conclusione… potrebbe essere il tuo momento di agire?

Se pensi di sì, allora ti invito a contattarmi per un colloquio. Faccio tanti interventi motivazionali per dipendenti e manager sul cambiamento e sulla leadership, ma dedico anche una piccola parte del mio tempo per aiutare i singoli manager e management team. In questo momento, ho un pò di spazio. Non so ancora per quanto tempo però prima che un altro cliente lo faccia, contattami tu!

A.S.