Lezioni di management negative dal settore giovanile di mio figlio

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Mio figlio ha giocato a calcio per tanti anni in una società professionistica. Vedendolo progredire da categoria a categoria anno dopo anno ho visto delle cose che non mi quadravano. Ho visto allenatori che, ognuno faceva cavoli suoi. Vale a dire che ognuno aveva la propria filosofia di gioco, il proprio modo per insegnare il calcio, di motivare e quant’altro. Questo mi faceva capire che la società non aveva il pulso della situazione. Non cera una filosofia comune, un metodo di insegnamento, uno stile di gioco comune. Ho visto allenatori bravi a creare gruppo, a insegnare e a motivare i ragazzi. Ho visto altri invece che non lo erano a fatto. Addirittura ho visto allenatori insultare i ragazzi pensando così di motivarli quando in realtà ottenevano l’effetto opposto. La cosa peggiore? In quei casi non si rendevano neanche conto del danno che stavano facendo.

Insomma ripeto, la società non aveva una filosofia comune. Il responsabile del settore giovanile non aveva un piano, una strategia. Peccato per i nostri figli che ci giocavano. Il completo opposto a quella situazione era/è il Barcelona che ha pensato a tutto quello che mancava alla società dove ha giocato mio figlio.

Come nel settore giovanile, anche in azienda le conseguenze un filo comune, può creare una serie di problemi. Giusto per nominarne alcuni che vedo nelle aziende con cui collaboro come business coach:

  1. disallineamento: forse la maggior parte dei collaboratori crede nei valori e nella missione aziendale, ma non tutti e spesso a quelli che non ci credono è permesso di fare quello che vogliono,
  2. mancanza di efficienza: o non c’è un metodo di lavoro comune o se c’è non è seguito da tutti. Perché? Semplice. Perché chi non ha voglia di seguirlo non lo fa e basta. Ha già un altro metodo o una variazione di esso che per lui funziona e non c’è nessuno sopra di lui che s’impone per farglielo seguire,
  3. doppio standard: in teoria ci sono regole per tutti ma solo alcuni le seguono e l’imprenditore o il manager non insiste che le seguano tutti.

E questi sono solo alcuni dei problemi che possano saltare fuori. Rappresentano una parte dei motivi per cui le aziende, gli imprenditori, amministratori, direttore chiamano persone come me. Che cosa mi chiedono di fare?

Mi chiamano per fare workshop e percorsi con il management team per far migliorare il lavoro di squadra che spesso parte dalla mancanza di allineamento.

Mi chiamano per aiutarli a rivedere i processi e a aiutarli a chiarire i ruoli e le responsabilità perché hanno percepito una mancanza di efficienza.

Mi chiamano per fare coaching con qualcuno dei dirigenti che non segue le regole. Questo perché è stato permesso il doppio standard in azienda.

Ho fatto questo video per lanciare un messaggio all’imprenditore, al manager, al dirigente o al direttore che mi sta guardando e per dire che questi problemi si possono risolvere prima chiarendosi le idee e poi decidendo di battere il pugno e prendere in mano queste situazioni fastidiose.

Il mio ruolo in questo video è di farti riflettere perché se hai queste difficoltà, c’è sempre un motivo. Quindi ti invito a pensare al perché.

In conclusione come al solito eccoti alcune domande:

  • nella tua azienda, nel tuo reparto, nel gruppo che gestisci c’è una cultura, una filosofia comune che porta a tutti i collaboratori essere allineati?
  • c’è un metodo di lavorare per le varie funzioni che tutti devono seguire e che vi aiuta a lavorare con la massima efficienza?
  • esistono procedure e delle regole che nella pratica tutti seguono e che vi aiuta a evitare il doppio standard?

Se la risposta a solo una di quelle domande è no, allora sappi che hai due possibilità. Puoi continuare a vivere con quei problemi o può fare un passo per risolverli. Se hai bisogno di una mano, sarei contento di darti una mano.

In ogni caso adesso che ti ho fatto riflettere su tutto ciò, che cosa pensi di fare?

P.S. Questo tema mi ha colpito così tanto che ho iniziato a sviluppare un progetto chiamato U21 Project. Ho avuto il piacere di lavorare insieme a due amici cui esperienza mi ha aiutato molto a rendere il progetto rilevante e pratico per i dirigenti dei settori giovanili a cui mi rivolgo, agli allenatori ed ai genitori. Grazie Massimo Tarantino e Francesco Baldini. Vai a dare un’occhiata ai libri!