COME DARE FEEDBACK NEGATIVO

5 Elementi Fondamentali

Quand’ero ancora un ragazzo, mio padre ha sempre avuto una magica dote; l’ho saputa identificare ed apprezzare solo in seguito come “la capacità di dare feedback” (soprattutto feedback negativi).
Certo, lo faceva a suo modo e “come si faceva una volta” ovviamente, ma nel suo piccolo aveva già capito alcune fondamentali regole di marketing: le basi di una buona comunicazione per far funzionare al meglio la sua squadra.
Egli non ha mai usato un approccio autoritario, bensì la logica.

Anche quelle volte in cui io o i miei fratelli siamo stati disobbedienti, mio padre raramente ha alzato la voce, o urlato, ma, piuttosto, ha sempre fatto leva su elementi “indiscutibili”, aiutandoci a comprendere e ad accettare persino un feedback negativo.

Ci sedevamo uno di fronte all’altro e, in totale tranquillità, lui mi interrogava, mi poneva delle domande che col senno di poi sembravano davvero ovvie: «Perché l’hai fatto?», «Se sapevi cosa sarebbe successo se non avessi fatto ciò che ti avevo detto io, perché hai perseverato?», «Adesso sai cosa succederà, vero?».
Ogni volta si aspettava anche una risposta, non si trattava di domande retoriche.
La consapevolezza dell’errore non mi permetteva di poter fare altro se non annuire ed accettare le conseguenze delle mie azioni.

Cosa c’entra questo con il saper fornire un feedback?
Ci arrivo subito.
Grazie ai miei studi di comunicazione e alla mia esperienza come Dirigente aziendale e Manager, mi sono reso conto, solamente in seguito, che mio padre usava un vero e proprio metodo provato per dare feedback: il metodo sandwich!

Esistono infatti 5 passaggi e 5 aspetti importantissimi da seguire per saper dare un buon feedback a un collaboratore.

Partiamo dalle Basi: Cosa Vuol Dire Feedback?

Il significato letterale della traduzione dal termine inglese “feedback” è “retroazione”.
Ci si riferisce quindi all’effetto di un atto o di un comportamento, su colui che l’ha provocato e su ciò che lo circonda. La conseguenza delle proprie azioni in pratica. La parola è molto spesso semplificata anche come “risposta a uno stimolo”.

Nel marketing e quindi nelle strategie aziendali di comunicazione “dare un feedback” significa verificare e controllare i risultati ottenuti in seguito a scelte fatte e a strategie applicate.

Il feedback può essere di due tipi: feedback positivo o feedback negativo.

Noi ci concentreremo ovviamente più sul secondo, il più complesso da affrontare in azienda.

I 5 Step Fondamentali Per Saper Dare Feedback Ai Tuoi Collaboratori in Azienda

Questi semplici passaggi ti saranno molto utili, in primo luogo per aiutarti a fornire feedback nel modo più efficace possibile e in secondo luogo anche per aumentare le possibilità di far sì che queste persone, ossia i tuoi dipendenti, collaboratori o manager, accettino il feedback stesso e ne facciano buon frutto.
Come? Perché il loro “errore” sarà così evidente che non potranno ribattere altro.

Ti consiglio di applicare i primi 3 step prima d’incontrare la persona in questione (quindi prima della sessione di feedback).
Vediamoli insieme uno a uno:

  1. ASPETTATIVE BEN DEFINITE
    Citando l’esempio di mio padre, era chiaro per noi ragazzi quello che egli si aspettava da noi, in base a ciò che ci aveva insegnato e all’esempio pratico che lui stesso ci aveva sempre dato.
    È molto importante ribadire sempre quindi non solo quali sono le aspettative che tu hai, ma anche quali saranno eventualmente le conseguenze se esse non verranno soddisfatte. Se vuoi davvero sapere come farlo “coi fiocchi”, ti posso consigliare il mio video corso: Come Voglio Io!
  2. CORAGGIO E IDEE CHIARE
    L’automotivazione, la sicurezza in se stessi e il coraggio di affrontare le situazioni sono tutte cose molto importanti.
    Anche a me è successo in passato di dover gestire un collaboratore problematico, presuntuoso e anche molto esperto ed arrogante nel suo settore; uno di questi si chiamava Michele, me lo ricordo ancora. Aveva un carattere più forte del mio e non era facile controbattere, nonostante fossi io il capo.
    Ci vuole il coraggio di affrontare la situazione, senza ripensamenti.
    Lasciare correre non porta a nulla!
    Quindi, per diversi incontri di questo tipo, ho imparato che più ero preparato, più ero sicuro e convincente ed ottenevo il risultato che volevo.
  3. ESEMPI PRATICI
    Questo passo è molto importante per fare accettare al collaboratore un feedback negativo. Preparati sempre degli esempi reali da poter citare a supporto della tua tesi (soprattutto se si tratta di personalità polemiche o con un carattere forte come Michele). Ti consiglio di avere sempre almeno 3-5 esempi pronti, questo ti aiuterà molto ad affrontare anche i casi più complessi in cui dovrai dare un feedback negativo. Diciamo che in linea di massima più difficile pensi sarà affrontare la persona in questione, più esempi dovresti preparare. La cosa peggiore potrebbe essere trovarsi in una specie di partita di tennis in cui tu dai il feedback negativo al collaboratore e lui controbatte “secondo me, non è così” e tu “secondo me sì” e così via…
  4. PRIMA GLI ASPETTI POSITIVI
    Adesso è arrivato il momento, nel colloquio individuale, giusto per applicare il metodo di dare feedback Sandwich. Inizia sempre citando degli aspetti positivi riguardo ad esempio l’operato del collaboratore, a cui ti stai rivolgendo, per poi fornirgli un feedback negativo. Parla dei problemi da affrontare e poi finisci sempre con almeno un altro aspetto positivo.
    Questo metodo è detto “Sandwich” e lo approfondiremo meglio qui.
  5. DOMANDE
    Durante una sessione di feedback, ricordati che hai sempre 2 possibilità per dare un feedback negativo ad un collaboratore: puoi dirgli semplicemente e direttamente che non ha fatto bene il suo lavoro, oppure puoi fargli delle domande e fare in modo che ci rifletta e che metta in discussione da solo il suo operato.

A Proposito di Conseguenze…

Quella volta, citando mio padre, le punizioni (senza entrare nel merito di giudicare se ciò fosse meglio o peggio rispetto ad oggi) potevano anche sfociare in una bella cinghiata: in azienda non intendo certo picchiare nessuno, mi sembra più che ovvio, e anche il licenziamento sinceramente io lo vedrei come ultima spiaggia.
Delle conseguenze possibili potrebbero essere ad esempio: non includere quella persona in un progetto, togliergli delle responsabilità o inviargli una lettera di richiamo (strumento molto efficace, ma poco usato dalle aziende!).

Spero che questi consigli per te siano stati interessanti ma soprattutto utili.
Cerca di essere sempre coerente e il più concreto possibile.

Ricordati sempre: se vuoi che io tratti un qualche argomento in particolare di cui vorresti saperne di più, basta che tu scriva su www.anthonysmith.it, usando la pagina Contatti.
Spiegami di cosa vorresti parlare, spiegami la situazione. Mi piacerebbe molto creare contenuti ad hoc proprio per te.

A presto!
AS, il tuo prossimo business coach.